I 5 trattamenti per l'acalasia

Farmaci, tossina botulinica, dilatazione pneumatica, POEM e Heller-Dor: le 5 opzioni palliative a confronto, con indicazioni, vantaggi e rischi di ciascuna.

Le fasi dei trattamenti per l'acalasia: tossina botulinica, dilatazione pneumatica, POEM e Heller-Dor
Per comprendere appieno questo articolo ti consiglio di leggere prima "Cos'è l'acalasia". Leggi "Cos'è l'acalasia"

I trattamenti oggi disponibili non sono curativi, ma palliativi. Il loro obiettivo non è restituire un esofago normale, bensì evitare o risolvere l'afagia, cioè l'impossibilità di deglutire, che rappresenta lo stadio più avanzato della disfagia. Senza un trattamento che permetta al cibo di superare il blocco dello sfintere, la progressione della malattia può portare a conseguenze estreme e potenzialmente letali.

Quando l'esofago perde del tutto la capacità di svuotarsi e si arriva all'afagia, l'organismo non è più in grado di nutrirsi e idratarsi, esponendo il paziente al rischio concreto di grave denutrizione e progressivo esaurimento fisico. A questo si aggiunge il pericolo costante legato alle inalazioni polmonari: il materiale ristagnato nell'esofago (bevande, cibo e saliva) può finire nelle vie aeree durante la notte o i rigurgiti, causando infezioni respiratorie gravi o veri e propri episodi di soffocamento.

Gli interventi oggi disponibili servono esattamente a disinnescare questo pericolo meccanico, riaprendo una via d'accesso allo stomaco e restituendo la possibilità di alimentarsi e non soffocare, anche se con i giusti accorgimenti quotidiani. Non cancellano la malattia, ma aumentano la quantità di vita. Purtroppo, questi trattamenti non sono ancora disponibili in tutto il mondo.

Nessun trattamento esistente interviene sulla peristalsi, che resta compromessa: tutti si concentrano esclusivamente sulla tonicità del cardias (lo sfintere esofageo inferiore), per facilitare il passaggio del cibo verso lo stomaco.

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I trattamenti palliativi disponibili sono 5: farmacologico, iniezione di tossina botulinica, dilatazione pneumatica, POEM/POEM-F e Heller-Dor. Vediamoli uno per uno.

1. Farmacologico

Contagocce con farmaco vasodilatatore sopra un flacone di vetro

Si usano vasodilatatori, che dovrebbero aiutare il cardias a rilassarsi. Hanno però un'efficacia scarsa e possono essere usati solo per un breve periodo, motivo per cui oggi sono impiegati raramente.

Sono controindicati per le persone ipotese (con pressione sanguigna bassa), perché possono causare svenimenti.

2. Iniezione di tossina botulinica

Iniezione endoscopica di tossina botulinica nel cardias

Consiste nell'inoculazione, per via endoscopica, di tossina botulinica direttamente nel cardias, per inibire la muscolatura e ridurne la pressione.

L'effetto è transitorio (circa 6 mesi), motivo per cui è indicata soprattutto per le persone anziane o con condizioni generali di salute che sconsigliano trattamenti più invasivi.

3. Dilatazione pneumatica

Palloncino di dilatazione pneumatica del cardias per via endoscopica

È uno stiramento meccanico del cardias, eseguito per via endoscopica con un palloncino che viene gonfiato nel punto di restringimento.

Può essere ripetuta più volte e l'effetto dura in genere alcuni anni, ma può generare reflusso e, in casi estremi, la rottura dell'esofago. È indicata in particolare per chi è già stato operato chirurgicamente in precedenza.

4. POEM e POEM-F

Le fasi della miotomia endoscopica trans-orale POEM

La POEM (Miotomia Endoscopica Trans-orale) consiste nel taglio delle fibre muscolari esofagee tramite strumenti che passano dalla bocca, senza incisioni esterne. Evita le cicatrici tipiche della laparoscopia, ma, non prevedendo di per sé una plastica anti-reflusso, comporta un rischio più alto di reflusso e, di conseguenza, di complicanze a lungo termine come l'esofago di Barrett.

Per questo motivo, dal 2019 esiste la POEM-F, che abbina la miotomia POEM a una fundoplicatio, riducendo il rischio di reflusso post-intervento.

Approfondisci POEM e POEM-F

5. Heller-Dor — gold standard

Fasi della miotomia laparoscopica Heller con fundoplicatio secondo Dor

È una miotomia laparoscopica con fundoplicatio (nella variante Dor, il metodo più diffuso): si tagliano le fibre muscolari di parte dell'esofago e del cardias attraverso un accesso da 5 piccoli fori in addome, per poi confezionare una plastica anti-reflusso utilizzando il fondo dello stomaco.

Rispetto alle altre metodiche ha una complicanza di reflusso ridotta e una durata dell'effetto maggiore. È indicata in particolare per il tipo 1 in età giovanile, ed è considerata oggi il gold standard tra i trattamenti disponibili.

Approfondisci la Heller-Dor

Quando si arriva all'esofagectomia

Le fasi dell'esofagectomia: asportazione dell'esofago

Solo in fase molto avanzata si può arrivare all'esofagectomia, cioè l'asportazione dell'esofago, a causa della sua rottura o della presenza di un tumore.

Non si tratta di un trattamento palliativo scelto tra le opzioni abituali, ma di un intervento estremo, riservato ai casi in cui l'organo ha ormai perso irrimediabilmente la propria funzione o è compromesso da una complicanza grave.

Vai all'approfondimento sull'esofagectomia →

Per approfondire ogni singolo trattamento, presto troverai qui i link alle pagine dedicate a ciascuna opzione.