Esami diagnostici dell'acalasia
Per arrivare alla diagnosi di acalasia non è sufficiente un solo esame. Nella maggior parte dei casi il percorso diagnostico prevede tre indagini complementari, ognuna con uno scopo preciso: escludere altre patologie, osservare come l'esofago trasporta il cibo e valutare il funzionamento dell'esofago e dello sfintere esofageo inferiore.
Generalmente gli esami vengono eseguiti in questo ordine:
- EGDS (gastroscopia), per escludere altre cause dei sintomi, come tumori, stenosi o infiammazioni.
- RX dell'esofago con mezzo di contrasto (pasto baritato), per studiare la forma dell'esofago e il passaggio del contrasto verso lo stomaco.
- Manometria esofagea ad alta risoluzione, l'esame fondamentale per confermare la diagnosi di acalasia e identificarne il sottotipo.
Gastroscopia
EGDS — Esofagogastroduodenoscopia
Esame endoscopico che permette di osservare direttamente la mucosa di esofago, stomaco e duodeno.
Leggi →RX esofago
Raggi X al torace con mezzo di contrasto
Segue il transito del bario lungo l'esofago per osservarne la morfologia e lo svuotamento.
Leggi →Manometria esofagea
HRM ad alta risoluzione
Il gold standard per la diagnosi di acalasia: studia la motilità esofagea e permette la sottotipizzazione nei 3 tipi.
Leggi →pH-metria: quando serve?
La pH-metria esofagea non fa parte degli esami utilizzati per diagnosticare l'acalasia.
Solitamente viene richiesta dopo un trattamento, soprattutto dopo gli interventi chirurgici palliativi Heller-Dor o POEM-F, per controllare la presenza di reflusso gastroesofageo. In questi casi l'esame misura l'esposizione dell'esofago agli acidi gastrici e aiuta il medico a valutare l'eventuale necessità di una terapia farmacologica specifica.
pH-metria esofagea
Come si misura il reflusso gastroesofageo dopo Heller-Dor o POEM-F, e quando serve trattarlo.
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